I crogioli di quarzo sono realizzati con silice ad elevata purezza, che garantisce resistenza alle alte temperature, basso contenuto di impurità e buona stabilità termica. Sono ampiamente utilizzati in diverse applicazioni, tra cui la produzione di silicio monocristallino per applicazioni fotovoltaiche, la fabbricazione di wafer di semiconduttori e le reazioni ad alta temperatura nei laboratori chimici. La loro resistenza agli acidi e alle basi può influire direttamente sulla durata e sulla sicurezza. Nel settore fotovoltaico, ad esempio, se il crogiolo viene corroso da acidi o basi, possono essere introdotte impurità, con conseguente potenziale deterioramento della qualità dei wafer di silicio. Di conseguenza, la verifica scientifica della resistenza agli acidi e alle basi dei crogioli di quarzo è un aspetto fondamentale dello sviluppo del prodotto e del controllo qualità.
- Preparativi prima del test
- preparazione del campione
Si selezionano crogioli di quarzo rappresentativi, che vengono poi tagliati in piccoli campioni. I bordi di questi ultimi vanno levigati per evitare la concentrazione di stress. Le macchie d'olio possono essere rimosse mediante pulizia a ultrasuoni con etanolo anidro.
- reagenti
Acido cloridrico concentrato, acido solforico, acido nitrico, idrossido di sodio, acqua deionizzata.
- Strumento
Bilancia elettronica, bagno termostatico, microscopio elettronico a scansione (SEM), spettrometro a emissione ottica al plasma accoppiato induttivamente (ICP-OES), spettrometro fotoelettronico a raggi X (XPS), rugosimetro.
- Test di resistenza agli acidi
Il biossido di silicio (SiO2) mostra un'eccellente stabilità nella maggior parte degli acidi, ad eccezione dell'acido fluoridrico e dell'acido fosforico concentrato a caldo. Il metodo di prova è progettato per identificare segni di corrosione superficiale e qualsiasi alterazione della qualità dei crogioli di quarzo.
- Metodo di immersione statica
Pesare la massa iniziale del campione e immergerlo completamente in una soluzione di H2SO4 al 20%. Successivamente, immergere il campione in un bagno termostatico a 60 °C per 24 ore. Dopo averlo rimosso, risciacquarlo con acqua deionizzata, asciugarlo a 120 °C e pesarlo nuovamente. I dati ottenuti devono quindi essere confrontati con la massa iniziale.
- Caratterizzazione ausiliaria
La presenza di fori, crepe o vaiolature di corrosione sulla superficie deve essere osservata mediante SEM. La composizione elementare della superficie deve quindi essere analizzata mediante XPS e le variazioni del valore Ra superficiale prima e dopo l'immersione devono essere confrontate.
- Test di resistenza agli alcali
- Metodo di immersione statica
Pesare la massa iniziale del campione, immergerlo completamente in una soluzione di NaOH al 10% e lasciarlo in ammollo in un bagno d'acqua a temperatura costante di 80°C per 24 ore. Estrarre il campione, risciacquarlo e asciugarlo, quindi pesarlo nuovamente e confrontare il risultato con la massa iniziale.
- Analisi della soluzione
La concentrazione di ioni di silicio nella soluzione dopo l'immersione viene quindi misurata mediante ICP-OES. È un dato di fatto che maggiore è la concentrazione, più grave è la corrosione.
- Caratterizzazione morfologica e meccanica
Osservando al microscopio elettronico a scansione (SEM), la presenza di precipitati di silicato bianco o di sfaldamenti sulla superficie del quarzo indica una corrosione evidente.
- I fattori chiave che influenzano i risultati dei test
- La purezza del quarzo
Il quarzo ad elevata purezza (oltre il 99.99%) contiene meno impurità e la sua resistenza alla corrosione è di gran lunga superiore a quella del quarzo comune. Le impurità possono accelerare le reazioni acido-base.
- Condizione di test
Per ogni aumento di temperatura di 10 °C, la velocità di corrosione alcalina aumenta di 2 o 3 volte. Maggiore è la concentrazione iniziale dell'agente corrosivo nel vetro di quarzo, più grave sarà la corrosione.
- Stati di superficie
Le superfici lucidate dimostrano una maggiore resistenza agli acidi e agli alcali rispetto alle superfici ruvide. Le superfici ruvide presentano un'ampia area di contatto e sono soggette a corrosione localizzata.
Il test di resistenza agli acidi e alle basi dei crogioli di quarzo è una procedura complessa che prevede immersione statica, analisi chimica e caratterizzazione morfologica. Le prestazioni dei crogioli devono essere valutate in modo esaustivo attraverso molteplici indicatori. Garantire la standardizzazione delle condizioni di prova (ad esempio, concentrazione, temperatura e tempo) è fondamentale per ottenere risultati affidabili e ripetibili. Ad esempio, per i crogioli di quarzo ad alta purezza utilizzati in applicazioni fotovoltaiche, la perdita di massa dopo immersione in acido al 20% per 24 ore deve essere inferiore allo 0.1%, e la concentrazione di Si4+ dopo immersione in alcali al 10% per 24 ore deve essere inferiore a 10 mg/L. Oltre a guidare la selezione del prodotto, questi dati forniscono una base per l'ottimizzazione della produzione di crogioli di quarzo, compresi il miglioramento della purezza e il trattamento superficiale.

